domenica 26 luglio 2009

Perchè ci sentiamo soli a casa e contenti in ufficio?

Così titola un articolo che ho trovato su D-La Repubblica delle donne e che mi ha affascinata.
Dice esattamente ciò che penso di come si è evoluta la relazione persona-azienda negli ultimi 15-20 anni.
L'azienda è diventato un sostituto affettivo, il collega conosce di noi più di quanto possa il nostro partner o i nostri figli.

Riporto fedelmente alcuni bravi tratti da Eva Illouz "Intimità fredde. le emozioni nella società dei consumi" (ed Feltrinelli), che sottoscrivo pienamente.

" Oggi la libido, che prima veniva concentrata nelle relazioni private, è invece completamente investita sul luogo di lavoro. Oggi l'ufficio è diventato un luogo di protezione, il guscio nel quale veniamo confermati e confortati affettivamente. Oggi il lavoro è il luogo del piacere mentre la casa è diventato il luogo del disagio e dei conflitti. Perche? perchè è il luogo dove abbiamo la pretesa di soddisfare ogni nostro bisogno emotivo, ogni sogno, ogni aspettativa..."

Come dire: in una società dove il livello di de-responsabilizzazione verso gli altri è sempre più elevato e il tempo da dedicare agli affetti sempre minore si preferisce la relazione superficiale e "light" con il collega che l'impegno faticoso (anche se molto bello) con il/la partner e i figli.

Si nega il calore delle relazioni profonde a favore di relazioni più fredde e più facili.


Etichette: ,

mercoledì 22 luglio 2009

La vittoria del foglio excel

Una delle parole maggiormente in auge nelle aziende, in tempo di crisi, è un inglesismo che (come spesso succede) maschera una realtà difficile da digerire: cost saving.
Cost saving si traduce in "tagli" dei costi aziendali. Tra questi ci sono in prevalenza i costi legati ai dipendenti.

La logica è lineare e di tipo economico-finanziario: taglio laddove ho maggiori costi e minore flessibilità nella loro gestione, quindi "taglio teste" piuttosto che tagliare spese legate a benefit o ad altre voci di costo.

Ho sempre pensato che un'azienda fosse un insieme di competenze, intelligenze, energie prima ancora che un insieme di voci attive e passive sul bilancio di fine anno.

Ho sempre creduto che le persone stiano alle aziende come la testa sta al corpo: ne sono la parte viva, pulsante.

Ormai mi sono convinta di essere l'unica a pensare così.
Dietro l'alibi della crisi economica anche le aziende che continuano ad avere profitti tagliano indiscriminatamente i propri dipendenti.
Alla cieca, seguendo percentuali di ridimensionamento organizzativo (-5%, -10%) che nulla hanno a che vedere con una visione matura e di lungo termine dello sviluppo aziendale, che dovrebbe disinvestire su voci di bilancio meno vitali (macchine dei dirigenti, sedi meno prestigiose, viaggi incentive, ect...) e investire sulla propria intelligenza organizzativa.

E' la logica del balance sheet, del breve termine, della miopia organizzativa.

E' l'incapacità di guardare oltre la crisi e vedere un pò più in là del guado, per attivare azioni di investimento che se ad oggi sembrano costi, domani saranno profitti.

E' la vittoria dell' azione sul pensiero.

Del foglio excel sull' intelligenza umana.

Se c'è qualcuno che lavora per un'azienda nella quale l'intelligenza prevale sul foglio excel batta un colpo....

Etichette: , ,