venerdì 27 marzo 2009

Prove tecniche di etica aziendale 2

Continua la segnalazione degli esempi di "prove di etica aziendale" nel mondo aziendale italiano, sulla scia mediatica dell' iniziativa dell'AD di Unicredit, Alessandro Profumo, che ha deciso di non erogare il bonus 2008 al management della società.

Questa volta è il caso della Florim di Fiorano Modenese multinazionale italiana produttrice di lastre in gres porcellanato(www.florim.it): i dirigenti di Florim hanno deciso di devolvere il 10% del proprio stipendio in un fondo di solidarietà destinato ai colleghi maggiormente interessati dalle procedure di Cassa Integrazione.

Si legge nel sito della società: "Due sono, tra gli altri, gli aspetti degni di nota: innanzitutto il fatto che il Consiglio di Amministrazione, che già a novembre 2008 aveva provveduto a una riduzione del 20% dei propri emolumenti, si è impegnato a integrare il fondo di solidarietà con ulteriori risorse, al fine di aumentare la dotazione disponibile e portarla fino a un totale complessivo di circa mezzo milione di euro. In secondo luogo, il fatto che la totalità delle risorse sarà interamente destinata ai lavoratori cassaintegrati, a differenza di altre situazioni in cui la riduzione dello stipendio si è indirizzata solamente verso una mera riduzione dei costi aziendali."

Chapeau....

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Donne e tecnologia: un binomio possibile.

Uno degli stereotipi più ricorrenti legati al mondo femminile è che "una donna e la tecnologia sono due rette parallele non convergenti".

Fa parte della categoria dei pregiudizi di genere grazie alla quale noi donne non siamo portate per tutto ciò che richiede un'approccio mentale strutturato e codificato: matematica, ingegneria, logica, informatica. Come se studiare greco e latino antico, materie in cui donne eccelliamo come studentesse e insgenanti, non richieda una strutturazione mentale ben specifica.

Viceversa, ci dicono, siamo molto dotate nell'approccio relazionale e comunicativo capaci di sviluppare in azienda quelle capacità di "care" e "cura dell'altro" tipiche del ruolo di madri.
Ottimo alibi per sostenere che se i call center sono composti all'80% da donne è perchè sono portate alla "relazione con il cliente", non certo perchè sono le più svantaggiate nella ricerca di lavoro e, quindi, più flessibili verso lavori a turni e di fortre stress.

Donna uguale "emotività e relazione", uomo uguale "razionalità e concretezza". Qualcosa di nuovo all'orizzonte?

In realtà noi donne siamo tra i primi utenti della rete Internet: lo utilizziamo per fare spesa, per aggiornarci, per chattare, per mantenere i legami con amiche e colleghe, per lavorare.
Nell'ultimo anno in internet sono nate più di 50.000 aziende, tutte al femminile ed una ricerca Nielsen del settembre 2008 sottolinea come il web 2.0 e le sue forme di comunicazione siano utilizzate più da un pubblico femminile che maschile.

Per combattere pregiudizi antichi e difficili da scalfire vi segnalo un'iniziativa che intende sfruttare le potenzialità della rete per creare opportunità per le donne: è www.webalfemminile.it.

Webalfemminile è un'iniziativa Microsoft che dedica 24ore non stop di dibattiti, eventi, approfondimenti, inchieste al tema della tecnologica online come strumento indispensabile per le pari opportunità.

Sarà il 31 Marzo sul sito www.webalfemminile.it.

Buona navigazione, amiche!




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mercoledì 18 marzo 2009

Rare prove tecniche di etica aziendale....

“L'ad di Aig, Edward Liddy, ha difeso la decisione della compagnia di pagare bonus per 165 milioni di dollari ai dirigenti del dipartimento Prodotti Finanziari, ovvero i responsabili delle speculazioni che hanno portato sull'orlo del crac il colosso assicurativo Usa, salvato con 180 miliardi di aiuti statali. Nel discorso preparato per l'audizione che si svolgera' nelle prossime ore presso la Commissione Servizi Finanziari della Camera dei Rappresentanti, Liddy ha definito "ripugnanti" le maxigratifiche ma ha dichiarato che la societa' era legalmente obbligata a versarle (ANSA 17 Marzo)”

“Unicredit ha chiuso l'esercizio 2008 con un utile netto di 4,01 miliardi di euro, come previsto dal gruppo e al di sopra delle attese degli analisti finanziari. In linea con la governance del gruppo, il consiglio di amministrazione di Unicredit ha previsto di non distribuire alcun bonus relativo alla performance 2008 per l'amministratore delegato Alessandro Profumo, per i Deputy Ceo e per tutti i componenti del Management Commitee.(La Repubblica 16 marzo)”

I blogger si sono scatenati sulla notizia di Unicredit, sottolineando che manager che guadagnano decine di milioni all’anno non verranno penalizzati un granchè da una decurtazione del bonus 2008….

Sono d’accordo ma ho interpretato l’azione di Profumo e del Management di Unicredit come una “rara prova di etica aziendale”, merce assai scarsa, per non dire inesistente, nel nostro mercato del lavoro.

Nei sistemi di gestione e di premiazione delle persone in azienda credo che:

1. sia corretto che chi governa e gestisce realtà imprenditoriali con responsabilità di massimo livello (CEO, CEO deputy, AD, Direttori Generali….) abbia retribuzioni commisurate al rischio e alle responsabilità sostenute
2. non sia aziendalmente etico, tuttavia, che il rapporto tra retribuzione media di un impiegato e dell’AD raggiunga una ratio pari a decine di volte
3. ci debba essere un sistema di premiazione di tutti i dipendenti aziendali (e non solo del management) che sia correlato ai risultati complessivi dell’azienda, oltre che al contributo individuale.


In un ideale sistema di “compensation” la creazione di 3 indici che rispettino i criteri sopra enunciati e che vengano applicati sotto controllo di un Compensation Committee potrebbe essere un primo inizio verso la costruzione di un’etica aziendale retributiva.