Conosco.....ergo sum
Scrive Pierluigi Celli in "Le virtù deboli": "La conoscenza è un punto di partenza che vende se stesso come obiettivo finale... "conoscere" è il livello minimo richiesto per esercitare un ruolo di qualche significato. Ciò che oggi fa la differenza è il "sapere"...."
Il "sapere" è la conoscenza che ha attraversato anni di esperienza, è il teorico che viene plasmato dai confronti, dai problemi, dai successi e dai fallimenti.
E' la nozione resa viva attraverso la sperimentazione.
E' il conoscere attraverso l'experire.
Il sapere ha il tempo del pensiero, la conoscenza è strumento dell'azione.
Le aziende da tempo hanno definito la conoscenza come uno degli asset intangibili che dà valore: la conoscenza è parte fondamentale della valutazione durante un colloquio di selezione, viene identificata e premiata attraverso i sistemi di mappatura delle competenze, è "sfoderata" in convention, riunioni ed eventi aziendali come slogan di impatto.
E la persona? In un sistema di valutazione della conoscenza la persona rimane sullo sfondo, in calce alla scheda di valutazione nelle caselle di "nome" e "cognome".
Eppure la stessa conoscenza viene accumulata, utilizzata e trasferita in modo differente da persona a persona. Conoscere come si fa un piano di marketing o come si costruisce un curriculum vitae rimane un concetto teorico se non applicato in un contesto aziendale e in anni di esperienza.
E' l'esperienza che definisce come la conoscenza è stata declinata in azienda.
E' l'esperienza che costruisce il sapere partendo dalla conoscenza.
L'esperienza rimane un fattore che trova riconoscimento nelle aziende generalmente in una progressione gerarchica, ma diventa un fattore ostacolante se l'esperto rimane su di un ruolo professional.
Meglio un analista IT di 28 anni (che costa meno) che uno di 38.
I dieci anni di esperienza non vengono valorizzati nè in un sistema di valutazione nè in un sistema premiante.
E' la conoscenza teorica che vince sull'esperienza secondo un meccanismo zoppicante di razionalità economica.
E' lo stesso meccanismo che fà si che il mercato del lavoro italiano sia pieno di 40-50enni inoccupati con ottime esperienze lavorative, ma purtroppo costosi. Come se l'esperienza non valesse e non dovesse essere pagata.
E' la logica della risorsa umana che prevale sulla valorizzazione della persona.
Il "sapere" è la conoscenza che ha attraversato anni di esperienza, è il teorico che viene plasmato dai confronti, dai problemi, dai successi e dai fallimenti.
E' la nozione resa viva attraverso la sperimentazione.
E' il conoscere attraverso l'experire.
Il sapere ha il tempo del pensiero, la conoscenza è strumento dell'azione.
Le aziende da tempo hanno definito la conoscenza come uno degli asset intangibili che dà valore: la conoscenza è parte fondamentale della valutazione durante un colloquio di selezione, viene identificata e premiata attraverso i sistemi di mappatura delle competenze, è "sfoderata" in convention, riunioni ed eventi aziendali come slogan di impatto.
E la persona? In un sistema di valutazione della conoscenza la persona rimane sullo sfondo, in calce alla scheda di valutazione nelle caselle di "nome" e "cognome".
Eppure la stessa conoscenza viene accumulata, utilizzata e trasferita in modo differente da persona a persona. Conoscere come si fa un piano di marketing o come si costruisce un curriculum vitae rimane un concetto teorico se non applicato in un contesto aziendale e in anni di esperienza.
E' l'esperienza che definisce come la conoscenza è stata declinata in azienda.
E' l'esperienza che costruisce il sapere partendo dalla conoscenza.
L'esperienza rimane un fattore che trova riconoscimento nelle aziende generalmente in una progressione gerarchica, ma diventa un fattore ostacolante se l'esperto rimane su di un ruolo professional.
Meglio un analista IT di 28 anni (che costa meno) che uno di 38.
I dieci anni di esperienza non vengono valorizzati nè in un sistema di valutazione nè in un sistema premiante.
E' la conoscenza teorica che vince sull'esperienza secondo un meccanismo zoppicante di razionalità economica.
E' lo stesso meccanismo che fà si che il mercato del lavoro italiano sia pieno di 40-50enni inoccupati con ottime esperienze lavorative, ma purtroppo costosi. Come se l'esperienza non valesse e non dovesse essere pagata.
E' la logica della risorsa umana che prevale sulla valorizzazione della persona.
Etichette: competenze, conoscenza, esperienza
